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Krzysztof Siwczyk




(1977- ...) Un portavoce poetico della generazione "selvaggia - infantile" della MTV. Nato a Gliwice, ha studiato Scienze della Cultura a Katowice. Nel 1999 ha recitato con successo il ruolo di Rafał Wojaczek, un carismatico poeta suicida, nel film di Lech Majewski, intitolato "Wojaczek".
Nel volume "Dzikie dzieci" (Bambini selvaggi) si nota la sua abilità poetica. Il linguaggio colloquiale in corrispondenza alla forma netta dello stile creano una tensione, molto sentita nelle sue opere. In questo volume il poeta esprime in maggiore linea tormenti e sofferenze dell'età adolescenziale nel mondo grigio e noioso, affollato da gente mediocre, da macchine puzzolenti e generalmente poco interessante e in degrado.
Insomma, descrive l'ambiente in cui è cresciuto: la città costruita negli anni 70, quartieri condominiali pieni di baracche malfatte, appartamenti oscuri, balconi spaventosamente simmetrici, pareti screpolate, cantine lerce… Siwczyk, che non nasconde la sua giovane età, percepisce questo mondo interiormente, senza emozioni ereditate dopo le generazioni precedenti dell'epoca dei torti politici e sociali, senza alcun pregiudizio perché di questo mondo ne fa parte essendone un figlio naturale sebbene triste. La sua tristezza è tuttavia rasserenata e priva di pretese.
L'esperienza che lo turba in modo particolare è la presenza e l'assenza di Dio, che qui non è soggetto a negazioni o adorazioni, ma costituisce una fonte di un dramma meramente maturo. Con Lui il poeta ha sempre problemi e scontri perché il Signore lo tratta con indifferenza. "Dzikie dieci", un fedele rapporto sull'infanzia, apparentemente lirico, costituisce uno dei documenti più sconvolgenti degli ultimi decenni senza cui è difficile immaginarsi la poesia contemporanea polacca.
I testi successivi di Siwczyk ("Emil i my") dimostrano la svolta della sua poetica: la forma diventa meno descrittiva, più economica e allo stesso tempo più ricca di significato. Compaiono temi metafisici, sorprendenti, insoliti in cui riappare la figura di Dio, la morte, il tempo.
Per Siwczyk la poesia è uno sfogo, un modo unico per esprimere il proprio interno, dice: "Della poesia ne hanno bisogno soprattutto quelli che la scrivono. E se qualcuno la legge, allora si è meravigliati, e nient'altro…".

PUBBLICAZIONI:

"Dzikie dzieci" (Bambini selvaggi) 1995 - il migliore debutto poetico dell'anno (del mensile culturale "Czas Kultury")

"Emil i my" (Emil e noi) 1999 - premiato al concorso dei libri (Fondazione Cultura)

"Dane dni" (Giorni dati) 2001
"Wiersze dla palących" (Poesie per i fumatori) 2001
"Zdania z treścią" (Frasi con il contenuto) 2003
"W Państwie środka" (Nello Stato del Mezzo) 2004


a cura e traduzione di Anna Śnieżyńska

con la collaborazione di Nadia Cavalera


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ultimo aggiornamento: martedì 24 maggio 2005 12.14.23
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