Fiore dellansia,figlio, desiderata pena del cuore a consumarsi intorno alla speranza di te salvo! Niente volevo che donarti dalle mie mani il volo, respirando solamente per portarti fortuna. Perdonami la resa e vivi degno
di tua madre, regina.
—————————
Non possono raggiungerti le parole e neppure i pensieri, sposa diletta. Fossi solo capace di somigliarti almeno un po per dire che tanti affanni, gli sperperi del cuore, erano il prezzo di uno sguardo nel cielo. ————————— Amici miei, devo essere stato un mostro di nequizia o altro sgarbo se appena degno fui dei vostri guadagni, dei vostri figli annidati al sicuro di tutto il tempo recuperato a declinare inviti, a sfuggire gli sguardi senza promessa di sufficiente affare. A pensarci bene, mi poteva andar peggio. ————————— A nuovi dolori fiorisce instancabilmente la mia solitudine accesa dei più futuri aneliti di un cuore già racconciato a morire davvero. Ora cè una ressa di rimpianti diversi, e la convinzione ultima dinnocenza: non si poteva, non si poteva mescolarsi a tutti nel peccato e lingiuria, lipocrisia di respirare solo a ingombrare il sogno della vita al poeta.Dove eravate voi parenti di Murcia quando il vigore mi scoppiava nel sangue e cercavo intorno un cielo da volare? Ora mi aspettate e non posso venire. Ora mi chiamate e vi debbo rispondere come sempre mi si spiegava, che non è il momento, che si vedrà, che tutto andrà per il meglio…
Sorridete e stringetevi, tutti quanti, stringetemi: credete, è la prima volta che in tal modo maffliggo e ho compagni darme.
[continua…]
ultimo aggiornamento: lunedì 17 giugno 2002 18.43.28