ELENCO DELLE RIVISTE consultabili su richiesta (prima provvisoria schedatura) (i titoli senza indicazioni sono relativi alle testate di cui si dispongono molti numeri)
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Bollettario.it è la versione telematica della rivista cartacea Bollettario (quadrimestrale di scrittura e critica), fondata e diretta da Edoardo Sanguineti e Nadia Cavalera. La rivista (oggi al n.39, con 21 fascicoli) è organo dell’Associazione Culturale Le Avanguardie, nata a Modena nel gennaio del 1989, col fine precipuo di riprendere e rifondare il concetto globale di “avanguardia”, legandolo ad una condizione permanente e di massa, (nel senso di ampia condivisione delle istanze antagonistiche e della prassi politica di fondo). Unitamente al dibattito letterario teorico-critico, e all’attenzione per ogni ambito artistico, Bollettario ha realizzato, negli anni, raccolte poetiche esclusive (sempre con testo originale a fronte, talora manoscritto) da tutto il mondo: Spagna, Cina, Nicaragua, Ungheria, Russia, Andalusia, Irlanda, Armenia…Il numero sul Kurdistan, del 1991, ha costituito la prima antologia organica, (dal 1400 ad oggi), presentata in Italia. Massimo, nel panorama delle riviste letterarie, il suo impegno contro la guerra, con la mobilitazione di ben oltre cento autori tra i maggiori scrittori e poeti italiani, nel n.29 (maggio 1999: “Chiamata contro le armi”) e nel n.37 (gennaio2002: “No alla guerra sempre e comunque”).
Bollettario n°2 CINA anno I – Maggio 1990 direzione: Edoardo Sanguineti – Nadia Cavaleraredazione: Nadia Cavalera , Marcello Frixione , Tommaso Ottonieri
Bollettario n°3 UNGHERIA anno I – Settembre 1990 direzione: Edoardo Sanguineti – Nadia Cavalera redazione: Nadia Cavalera , Marcello Frixione , Tommaso Ottonieri
Bollettario n°4 PORTOGALLO anno II – Gennaio 1991 direzione: Edoardo Sanguineti – Nadia Cavalera redazione: Nadia Cavalera , Marcello Frixione , Tommaso Ottonieri
Bollettario n°4 bis NASCITA DEL GRUPPO ’93 anno II – Gennaio 1991 direzione: Edoardo Sanguineti – Nadia Cavalera redazione: Nadia Cavalera , Marcello Frixione , Tommaso Ottonieri
Bollettario n°5/6 KURDISTAN anno II – Maggio / Settembre 1991 direzione: Edoardo Sanguineti – Nadia Cavalera redazione: Nadia Cavalera , Marcello Frixione , Tommaso Ottonieri
Bollettario n°7 AUSTRIA anno III – Gennaio 1993 direzione: Edoardo Sanguineti – Nadia Cavalera redazione: Nadia Cavalera , Marcello Frixione , Tommaso Ottonieri
Bollettario n°8/9 NICARAGUA anno III – Maggio / Settembre 1992 direzione: Edoardo Sanguineti – Nadia Cavalera redazione: Nadia Cavalera , Marcello Frixione , Tommaso Ottonieri
Bollettario n°10/11 IRLANDA anno IV – Gennaio / Maggio 1993 direzione: Edoardo Sanguineti – Nadia Cavalera redazione: Nadia Cavalera , Filippo Bettini , Francesco Muzzioli
Bollettario n°12/18 ANDALUSIA anno IV-VI – Settembre 1993 /settembre 1995 direzione: Edoardo Sanguineti – Nadia Cavalera redazione: Nadia Cavalera , Filippo Bettini , Francesco Muzzioli
Bollettario n°19/20 PER LUCIANO ANCESCHI anno VII – Gennaio / Maggio 1996 direzione: Edoardo Sanguineti – Nadia Cavalera redazione: Nadia Cavalera , Filippo Bettini , Francesco Muzzioli
Bollettario n°29 CHIAMATA CONTRO LE ARMI anno X – Maggio 1999 direzione: Edoardo Sanguineti – Nadia Cavalera redazione: Nadia Cavalera , Filippo Bettini , Francesco Muzzioli
Bollettario n°30/33 FAVOLE CURDE anno X-XI – Settembre 1999 / Settembre 2000 direzione: Edoardo Sanguineti – Nadia Cavalera redazione: Nadia Cavalera , Filippo Bettini , Francesco Muzzioli segreteria: Diego Sessa
Bollettario n°37 NO ALLA GUERRA SEMPRE E COMUNQUE anno XIII – Gennaio 2002 direzione: Edoardo Sanguineti – Nadia Cavalera redazione: Nadia Cavalera , Filippo Bettini , Francesco Muzzioli segreteria: Diego Sessa
Bollettario n°38 ARMENIA anno XIII – Maggio 2002 direzione: Edoardo Sanguineti – Nadia Cavalera redazione: Nadia Cavalera , Filippo Bettini , Francesco Muzzioli segreteria: Diego Sessa
Bollettario n°39 {[(s)(pe}{(cu)[(l(a)]zioni)]} 1 anno XIII – Settembre 2002 direzione: Edoardo Sanguineti – Nadia Cavalera redazione: Nadia Cavalera , Filippo Bettini , Francesco Muzzioli segreteria: Diego Sessa
Bollettario n°39 bis Per GUIDO GUGLIELMI anno XIII – Settembre 2002 direzione: Edoardo Sanguineti – Nadia Cavalera redazione: Nadia Cavalera , Filippo Bettini , Francesco Muzzioli segreteria: Diego Sessa
Bollettario n°40/41 FRANCIA (prima parte) anno XIV – Gennaio/maggio 2003 direzione: Edoardo Sanguineti – Nadia Cavalera redazione: Nadia Cavalera , Filippo Bettini , Francesco Muzzioli segreteria: Diego Sessa
Bollettario n°40/41 FRANCIA (seconda parte) anno XIV – Gennaio/maggio 2003 direzione: Edoardo Sanguineti – Nadia Cavalera redazione: Nadia Cavalera , Filippo Bettini , Francesco Muzzioli segreteria: Diego Sessa
Bollettario n°42 Per la COSTITUZIONE ITALIANA anno XIV – Settembre 2003 direzione: Edoardo Sanguineti – Nadia Cavalera redazione: Nadia Cavalera , Filippo Bettini , Francesco Muzzioli segreteria: Diego Sessa
Bollettario n°43/45 {[(s)(pe}{(cu)[(l(a)]zioni)]}2 anno XV – Gennaio/settembre 2004 direzione: Edoardo Sanguineti – Nadia Cavalera redazione: Nadia Cavalera , Filippo Bettini , Francesco Muzzioli segreteria: Diego Sessa
Bollettario n°46/48 POLONIA anno XVI – Gennaio/settembre 2005 direzione: Edoardo Sanguineti – Nadia Cavalera redazione: Nadia Cavalera , Filippo Bettini , Francesco Muzzioli segreteria: Diego Sessa
Bollettario n°49/51 {[(s)(pe}{(cu)[(l(a)]zioni)]} 3 anno XVII – Gennaio/settembre 2006 direzione: Edoardo Sanguineti – Nadia Cavalera redazione: Nadia Cavalera , Filippo Bettini , Francesco Muzzioli segreteria: Diego Sessa
Bollettario n°52/54 Per GIANNI TOTI- Sul CASO SADDAM anno XVIII – Gennaio/settembre 2007 direzione: Edoardo Sanguineti – Nadia Cavalera redazione: Nadia Cavalera, Filippo Bettini, Francesco Muzzioli segreteria: Diego Sessa
La scoperta dellAlba, in anteprima allegorica il manifesto politico di Walter Veltroni
di
Nadia Cavalera
Luomo è rotto dentro, nel senso che è mal funzionante, imperfetto e contagia di questa sua condizione la famiglia (spesso rotta nelle sue dinamiche interne), ma anche la città (rotta nei rapporti interpersonali, sociali), lo stesso mondo, che va sempre più giù a rotoli. Financo la natura sempre più a pezzi. E se luomo è ad immagine di Dio, cè evidentemente un difetto dorigine, una materia Dio imperfetta, che si riproduce continuamente, diversamente ed instancabilmente nel tentativo di superarsi. Senza alcun successo finora. Luomo comune cosa deve fare? Arrendersi o reagire come ha sempre fatto dacché è comparso sulla Terra? Dopo tante arrovellate figure di inetto, uomo impotente ad agire, senza qualità o schiacciato dallinsignificanza della sua essenza, che hanno attraversato la letteratura del Novecento, Giovanni Astengo, il protagonista de La scoperta dellalba di Walter Veltroni, reagisce. Lui, uomo rotto, con una moglie rotta dallaver procreato una figlia rotta perché down peraltro amatissima e definita non a caso origine del mondo, vince con sorprendente vitalità. E comunque il concetto di rottura, variamente richiamato morfologicamente (ora con un aggettivo, ora con un avverbio, un verbo o solo un sinonimo) a costituire la chiave per comprendere questo romanzo asciutto, essenziale come i tempi richiedono, lieve e denso nel contempo. Vediamolo nello specifico. Verso i quarantanni, un dipendente ministeriale, addetto allarchivio di Stato (sezione lettura e catalogazione di diari), dopo aver vissuto per lunghi anni una vita allapparenza regolartradizionale, in profondità rotta dallimprovviso e immotivato abbandono del padre, subìto a 13 anni, trova la forza insperatamente di riaffiorare dalla sua intima prostrazione di frantumata indeterminatezza e affrontare, risolvendolo, il vecchio nodo rimosso. Lo fa col mezzo che più gli è familiare per il lavoro svolto: la stesura, a sua volta, di un diario, strumento da lui molto apprezzato perché depositario del senso ultimo dei giorni di qualcuno. Lo fa nel luogo più solitario della casa: la soffitta, come spazio memoriale della mente. Lo fa nel tempo cui lo costringono i sistematici risvegli precoci, quasi a marcare unimprorogabile urgenza esistenziale: la prima luce del giorno, tra la notte e laurora. Così il protagonista, Giovanni Astengo, pianificatore di vocazione (di qui il nome di un noto urbanista del 900), gioco forza per lorologio biologico, scopre e apprezza lalba in tutte le sue sfaccettature e variazioni, nelle sue possibilità di carica vitale. Unalba che nelle minute annotazioni piene di rimandi letterari (Calvino, Basile) non è solo fisica, ma rappresenta figuratamene la sua condizione psichica, di schiusa verso una vita piena, di tensione dunque verso il superamento di unempasse: indice di un punto di rottura. Alba come speranza di ricomposizione futura. Di riscossa. Ma se il tema dellalba è la colonna sonora emozionale che accompagna il dipanarsi del racconto in cui il protagonista ripercorre con levità la sua vita in unindagine però serrata fino a venirne a capo, sarà il televisore privo di audio, a fare da scenografia mobile, mutevole, come un colore di traverso, sconcio, che va male, contrario ai propri desideri perché fatto di sangue, carcasse di auto esplose, tsumani, ballerine che non ballano, polli allinfluenza, madri con figli straziati in braccio, incendi, il canto dei ghiacciai morenti mentre si rompono nel mare. Insomma il presente, con tutto il suo peso negativo da rimuovere e che non può che essere leopardianamente muto, senza comunicazione, inaccettabile nella sua incomprensibilità per chi, rimestando nelle macerie del passato, si accinge alla sua manutenzione ed è proteso al futuro, allavverarsi di un giorno pieno, integro nella sua compiuta eloquenza di valori. Per quanto possibile perfetto. Come praticabile, dopo molte cure, riuscirà a rendere il giardino della vecchia casa di campagna, non più frequentata dopo lallontanamento del padre, e che ritorna a visitare proprio in quellestate torrida in cui, più libero da figli e moglie (tutti allestero per vari motivi) avvia il diario. Questa casa, immersa nel verde, dalla facciata ricoperta dedera, le stanze ampie e vuote, alcuni oggetti ben noti sparpagliati qua e là , svolge un ruolo determinante, anzi risolutivo. Quasi trasposizione della soffitta, materializzazione traslata dei suoi pensieri più remoti, costituisce quel passato, che Astengo non aveva mai affrontato, ed il vasto giardino intorno, (con lalbero su cui lo zio aveva registrato con tacche la sua altezza), misterioso, intricato, complesso, rappresenta lincrostazione di una cieca rimozione. Tantè che man mano che il protagonista, tramite lingenuo stratagemma di una telefonata impossibile con se stesso bambino, chiarisce la vicenda personale della sua adolescenza, il giardino da giungla si trasformerà in un prato ragionevole. E la casa, che lui prima aveva sempre evitato, a permettergli il tuffo nel passato, da lui schivato perché troppo doloroso e insostenibile. La casa, pregna del suo passato, avvierà il processo di autoanalisi, la precisa riconsiderazione di ogni minimo particolare, che, col supporto di ricerche in biblioteca, in internet, di incontri, gli daranno la soluzione che cercava: il padre non li aveva abbandonati per capriccio, ma spinto dalla paura di essere scoperto quale mandante dellomicidio del suo più caro amico, per prenderne il posto: il professore Tessandori, preside della Facoltà di Architettura. Dunque il padre tanto idealizzato era un semplice opportunista. Peggio, uno squallido soggetto che per le sue mire personali non aveva esitato a manipolare e sfruttare alcuni ingenui fanatici terroristi. E qui si direbbe che lautore faccia trasparire la sua personale idea sugli anni di piombo: una pura follia, tanto più in quanto i veri burattinai sono sempre quelli che dominano, che stanno in alto, mascherati, perniciosi per qualsiasi libertà. A cercare di combatterli non basterà certo lallusione in questo libro, che comunque, dacché il suo autore si è assunto il compito di guidare il neonato fragile partito democratico, può senza ombra di dubbio considerarsi lanteprima del suo programma politico. In nuce, allegorica. Potrà il politico Walter Veltroni, con la sua controllata vitalità, far scoprire lalba di un nuovo giorno anche alla nostra Italia rotta e disgregata? Lo speriamo, tra tante paure.
Modena, 13 luglio 2007
Bollettario n°52 – Anno XVIII
(Gennaio 2007)
disponibili, su richiesta, 101 esemplari in cartaceo
Nadzieja, ktòra sięga poza kres La speranza che guarda oltre la fine
di
Karol Wojtyła (Giovanni Paolo II)
Po Nadzieja dźwiga się w porę ze wszystkich miejsc,
jakie poddane są śmierci –
nadzieja jest jej przeciwwagą,
w niej świat, ktòry umiera, na nowo odsłania swe życie.
Ulicami przechodnie w kròtkich bluzach, z włosami, ktòre spadają na kark,
przecinają ostrzem swoich krokòw
przestrzeń wielkiej tajemnicy,
jaka rozciąga się w każdym z nich między śmiercią własną i nadzieją:
przestrzeń biegnącą w gòrę jak głaz słonecznej plamy
odwalony od drzwi grobowych.
W przestrzeni tej, w najpełniejszym świata wymiarze,
JESTEś;
i wtedy ja mam sens i moje w gròb opadanie
i przechodzenie w smierć –
a rozpad, ktòry mnie czyni prochem niepowtarzalnych atomòw,
jest cząstką Twojej Paschy.
Wędruję więc po wąskim tej ziemi trotuarze,
środkiem biegną pojazdy, odrywają się kosmiczne rakiety…
w tym wszystkim jest ruch odśrodkowy
(człowiek… fragment świata uruchomiony inaczej… )
ruch ten nie dociera do jądra nieśmiertelności,
nie wyzwala od śmierci –
[…]
La speranza si solleva al momento giusto da tutti i luoghi,
sottoposti alla morte –
La speranza ne è il contrappeso,
in essa il mondo morendo nuovamente dispiega la vita.
Per le strade i passanti in corte camicie, dai capelli lunghi sulla nuca,
tagliano con la lama dei loro passi
la distesa del grande mistero,
che si svolge in ognuno di loro tra la propria morte e la speranza:
la distesa che vola su come il macigno della macchia del sole
scaraventato davanti al sepolcro.
In questo spazio, nella pienezza della forma del mondo,
CI SEI;
e in questo io ho senso e il mio scendere nella tomba
e transitare nella morte –
e la dissoluzione in polvere di atomi irripetibili,
è una particola della Tua Pasqua.
Girovago allora sull’ esiguo marciapiede di questa terra,
in mezzo corrono vetture, si staccano missili interplanetari
ovunque c’è un movimento centrifugo
(l’uomo un frammento del mondo avviato diversamente )
questo movimento non raggiunge il nucleo dell’immortalità,
non salva dalla morte –
[…]
Nie zanoś dziewczyny Chrystusowi Non portare la ragazza a Cristo
di
Krzysztof Siwczyk
Południe Dom towarowy wypchany po brzegi
jak wąż kończący połykać małego królika
Głośno Sprzedawca zakopiańskich kapci stoi
przed wejściem budynku i zaciera ręce
Patrzę Zaczynam szukać w kieszeniach swoich
wczorajszych dłoni które muskając migdałowe łopatki
uprowadziły trochę dziewczęcego ciepła
Przypominam sobie dłonie które zaniosły
w rynnach linii papilarnych – skradzione ciepło Chrystusowi
wiszącemu na krzyżu w przeciągu brzydkiego kościoła
W przestrzennej instalacji Jego żeber
wygadała się cała zapamiętana przeze mnie pieszczota
Nagle dłonie spłoszone chłodem drewna i skóropodobnej farby
zapomniały ciepła dziewczyny Nagle
Południe Dom towarowy wypchany po brzegi
Mezzogiorno Centro commerciale riempito fino all’orlo
come un serpente con un coniglietto ancora nel gozzo
Rumorosamente il Venditore delle ciabatte di Zakopane* sta in piedi
davanti all’entrata dell’edificio e si stropiccia le mani
Guardo Mi metto a cercare nelle mie tasche
le mani di ieri che sfiorando le scapole mandorlate
hanno sottratto un po’ di calore di ragazza
Mi ricordo le mani che hanno portato
alle grondaie delle linee palmari – il calore rubato a Cristo che pende dalla croce nello spiffero di una brutta chiesa Nella collocazione spaziale delle Sue costole
è scappata via tutta la carezza ricordata
All’improvviso le mani spaventate dal fresco del legno e della tinta similpelle
hanno dimenticato il calore della ragazza All’improvviso
Mezzogiorno Centro commerciale riempito fino all’orlo
Il Venditore delle ciabatte di Zakopane* tira via la bancarella
Ho ritrovato vuote le mie mani
* cittadina montanara, la stazione climatica dei Tatra più popolare della Polonia, sempre affollata e d’inverno e d’estate
Sarai con me quando vedrò l’anima spoglia del sogno terreno librarsi con la sua veste pura nel cielo chiaro del nuovo mattino.
Mi darai la mano a riscoprire il cammino del cuore, i lunghi viali percorsi, le albe d’oro e i tramontì, qui, il tesoro delle parole perdute.
Salirà il lento vascello a scoprire paesaggi diversi oltre il mare colmo di queste ore, immagini e rumori, silenzi e aromi d’un viaggio interminato.
Piccoli segni a cercare, anche nel buio, oltre le invisibili rive del tempo, l’eterno, che ha dentro sé questa breve tenera luce del sole e della neve.
1 A Mario Luzi
LA PAROLA
Sta morendo, fragile, incompresa, violentata da tempo. Inaridito il suo fuoco se accendeva di linfa vitale radici profonde e l’antico tronco.
In questi nostri tragicí anni, sovvertita la fede e la verità del mondo e della vita, oscura, ambigua, non ha più forza la parola,
condannata attimo dopo attimo dall’insidia dei male che ci sovrasta.
Anche l’amore muore insoddisfatto, sofferente e umiliato, per le vie dei sangue e del dolore. In ogni plaga di sperduti continenti dove si levano le mani del soffrire si è fatto scempio dell’umano vivere.
Si guarda tutti, non più con occhi di bimbi, ma con angoscia e indignazione, l’ansia gioiosa del giorno che ci è tolta.
Al grido dell’uomo caduto nel suo stesso sangue e dei figli al sorgere o al morire del sole, risponde il silenzio e la condanna dei sogni di speranza delusa.
Fratello Poeta, che altro non hai se non ciò che, in alto luogo e qui, Tu sei, e conosci l’inganno in cui si vive, tuo, a chi segna il cammino, è il sacro insistente invito: “volgìti e guarda il mondo com’è divenuto, poni mente a che cosa questo tempo ti richiede”.
A Mano Luzi
NEL GRAN FIUME DELLE PAROLE
Nel gran fiume delle parole Tua è l’universa luce delle stelle, formicolii di ammassi galattici, miriadi ellissi e spirali invisibili di mondi senza confini, gli occhi fissi
da questo notturno silenzio a quel fluire incantato di aloni vibranti vitale armonia e amore nell’equilibrio infinito del creato.
Qui tra le foglie stride continuo il canto celato dei grilli, e attorno al lampione solitario si affanna alto il vorticare delle falene. Quali i loro messaggi segreti, e quelli lassù indecifrabili di luce?
Narrano ad uno ad uno i sette giorni del Fiat e la potenza della Parola?
Ecco i segnali, i rimandi, gli incroci e le scie pulsanti da quelle mani, fiumi di comete negli oceani di galassie piramidalmente osannanti la Parola che plasma e crea, dita festose di fanciullo che apre al vento il suo aquilone. Abbacina la mente il volo e l’eterea luce dilagante da lontanissimo fuoco.
Un caro ricordo per Mario Luzi, grande poeta a testa alta.
Per il 3 maggio era atteso qui a Modena, per una serata in suo onore, ospite dell’Assciazione Le Avanguardie e Bollettario, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune.
La paura di non poter parlare
di
Mario Luzi
La Costituzione, per come si presentò e per come labbiamo ricevuta noi che siamo suoi contemporanei, era una cosa molto bella, una cosa molto meditata, nel silenzio e nelloppressione, durante il fascismo, da uomini di primordine, non solo giuristi. Cerano uomini che avevano una esperienza anche politica negativa e quindi cercavano di risarcire questo male subíto dalla dittatura uomini pregevoli ne ho conosciuti parecchi, a cominciare da Calamandrei Io ero più giovane di loro, ma erano stati anche maestri dellUniversità, oppure erano clandestini in esilio. Io ho avuto modo di avvicinarli, ma non posso dire di essere stato loro amico. Certo ho subíto e sentito la loro autorità . La Costituzione è un documento che fa veramente onore alla cultura italiana, alla tradizione giuridica italiana. Grandi violenze anticostituzionali nel periodo post bellico non ne ho registrate, invece in periodi più recenti mi pare si intacchi la Costituzione continuamente, con cose subdole come tentativi subdoli di legislazione ad hoc, per interessi particolari o di fazione è un momento deprimente.
Inediti
da Babilonia dreaming
RIME IRAKENE
di
Francesco Muzzioli
Anticipazioni
Dal romanzo inedito
La donna che non c’è
di
Roberto Di Marco
Capitolo 8
Capitolo 12
da Bollettario anno VII n° 19/20 Gennaio / Maggio 1996
- Estratto dal n°42: Materna paternale di Merys Rizzo |VAI| - Estratto dal n°42: Padrona di che? di Mariella Bettarini |VAI| - Estratto dal n°22/23: Poesia e conoscenza nei testi di Nadia Cavalera di Francesco Muzzioli |VAI| - Estratto dal n°22/23: Il pastiche linguistico di Vita Novissima di Mario Lunetta |VAI| - Speciali: FestivalFILOSOFIA 2003 sulla vita |VAI| - Fotografie: Jacques-Henri Michot, |VAI| - Brevissime: Festival Romapoesia 2003, |VAI| - Ce.Sta.: Lettera aperta al Papa di Roma di Armando Gnisci |VAI| - Ce.Na.Ri.: Cercasi sede per 2000 riviste letterarie |VAI| - Brevissime: Gruppo 63 - Quarant'anni dopo, fotografie |VAI| - Brevissime: Castelnuovo (MO) - inauguarazione del parco ''Sandro Pertini'', fotografie |VAI| - Brevissime: Poesia e Musica 2003, fotografie |VAI| - Bollettario n°40: L'iper-irr-reale gioco degli specchi di Gio Ferri |VAI| - Ce.Na.Ri.: Secondo Tempo, libro XVIII |VAI| - Ce.Na.Ri.: Hebenon, n°11 |VAI| - Bazar: La {[(s)(pe}{cu)[(la]trice)]} di Nadia Cavalera |VAI| - Bollettario n°40: FRANCIA |VAI| - Estratto dal n°40: La santità dei santi padri di Rosaria Lo Russo |VAI| - Speciali: Prima Carovana Nazionale di Poesia e Musica |VAI| - Speciali: Carovana di Poesia e Musica: Alcuni momenti della manifestazione a Modena |VAI| - Estratto dal n°40: Nella casa del Boia di Alberto Masala |VAI| - Speciali: il Cubo a Modena |VAI| - Estratto dal n°39: Haiku com muito amor, Momentos, Em Ti, O cheiro da tua pele, Esquecer-me dentro de ti, Precisamos de não nos calarmos di Fernando Aguiar (traduzione a cura di Cristiana Bambini) |VAI| - Speciali: Fermiamo la guerra all'Iraq - 15 febbraio 2003 |VAI| - Estratto dal n°40: Specchiati sembianti di Alfonso Lentini |VAI| - Estratto dal n°40: Specchiati sembianti di Alfonso Lentini |VAI| - Servizi: Aggiungi un sito |VAI| - Servizi: Segnala questo sito |VAI| - Servizi: Firma il libro degli Ospiti |VAI| - Ce.Na.Ri: Secondo Tempo, libro diciassette |VAI| - Estratto dal n°40: L'Amleto oniricamente barocco di Tiezzi punta il presente di Nadia Cavalera |VAI| - Estratto dal n°40: Salentudine di Nadia Cavalera |VAI| - Lettere alla #cc0000azione: ''Eugenio Montale'' per una centrale ENEL |VAI| - La Critica dei giovani: su La composizione del sogno di Luigi Malerba |VAI| - Speciali: FestivalFILOSOFIA 2002 sulla bellezza |VAI| - Bollettario n°39: {[(s)(pe}{(cu)[(l(a)]zioni)]}; Per Guido Guglielmi |VAI| - Bollettario n°38: ARMENIA |VAI| - Campagna: Questo sito è contro la guerra! |VAI|