Terra mia, in piedi tra le tue valli benedico la mia nascita quotidiana e il tuo perenne altare della creazione. Benedetta la tua potenza e la tua forza. Ti bacio con labbra infinite, con infinite braccia ti stringo forte a me e con la tua sapienza profonda irrigo la terra nera della mia sterile mente. Terra di pietre sacre, tu il solo luogo, Terra, tu singolare icona, unica possibile, tu sola ara su cui può distendersi la mia coscienza pulita.
Tu, fonte che dai la vita, e urna cineraria di martiri, travaglio indistinto di mortali, bilancia infallibile che misura la mia fede, pomo agognato, frutto beato.
Ecco, da quanti secoli tassaggio, ma come uno che muore d’inedia, ho ancora fame…