Skip to main content

Manase 38

home / estratti / manase 38

ESTRATTO




Ecco come un disonore di me stesso

Manase

Bollettario n°38

Ecco come un disonore di me stesso
che quasi mi serra il corpo – mi soffoca l’anima,
che avrà fine – che non dura,
meglio sarebbe stato essere di nessun conto, uno che vaga senza meta
piuttosto che vedere, o Ovidio, così simile, qui, la tua storia,
come termine di paragone impossibile – quando teso,
Pitone, ferito dal dardo di Febo – il suo nero
sangue gli ha lasciato sul viso –
antico;
non c’è altra immagine che allo stesso modo corrisponda – adatta,
perché vedo me in rovina, e il mio percorso finire in fiele,
perché la mia arte ferita dal dardo, senza meta, o Ovidio,
è sul mio volto come un pitone terribile, come sangue –
antico
sul mio volto è quel sangue nero e il suo schizzo –
sebbene
io non sia un eroe, Febo prode con l’arco – ma
un poeta, su cui indelebile
è il disonore della sua arte, come un testimone –
cupo.