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Manase 38

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ESTRATTO




E ora se dopo tante parole son rimasto di nuovo senz’arte né parte

Manase

Bollettario n°38

E ora se dopo tante parole son rimasto di nuovo
senz’arte né parte
e incompiuto, te trasmigrato, Publio Ovidio Nasone, io
porto con me indegnamente, e come un disonore
in carne ed ossa
io sto dritto davanti a te senza rancore …
lascia che in accordo con quell’immagine che certo
è tua, – dove non poteva riassumere la sua figura ormai persa
la figlia di Inaco,
che si era mutata in vacca, perduto il suo corpo, e leccava le mani al padre –
lascia che anche queste righe, Publio Ovidio Nasone,
lecchino le tue mani davvero,
che hanno preso una forma insensata, come una metamorfosi disonorevole,
come la figlia di Inaco, come Io.