Sono un candelabro di dolore sulle mie notti… in un angolo della mia stanza con le vesti sgualcite c’è un’attesa sospesa, ci sono lacrime, addormentate sul paralume. Non son riuscita a camminare sui sentieri d’amore, non son riuscita ad amare e canto senza voce: dal dolore dei miei inverni morirono le mie primavere. Ma non posso cantare col suono delle foglie. Sul soffitto cè appesa una separazione, e anche impronte sui palmi delle mie mani… Non son riuscita ad amare, il tempo feroce mha racchiusa in sé, la mia anima ha voluto vesti da mendicante. La mia sublimità si è gelata accanto ai falò, e io ho cantato ancora: dal dolore dei miei inverni morirono le mie primavere.
Addormentate sul paralume le mie lacrime son cadute su questo mondo.