Io sconfiggerò la spina, mia dura consuetudine, una nuova rosa, che non conosce spina. La sconfiggerò col mio umile esser rosa, senza vessillo, e per la prima volta sarò la prima tra le mie pari. Non segnatemi a dito, non mi condurranno in portantina, né saldamente mi appunteranno all’occhiello di un principe. Non appena sarò senza spine, diverrò novità per chi mi conosce la mia immagine si innalzerà per loro come una rosa dissidente, come una rosa discorde, che più alta della norma, per il profumo non ha estensione. Diverrò senza pari, una generazione, un’altra: rimarrò senza pari. Ehi, voi che non siete da poco, voi che onorate le rose della mia stessa terra, della mia stessa acqua, sorelle e fratelli del mio stesso cespuglio, venite a vedere me che sono unica, venite a vedere come, sotto gli occhi di tutti, mi libero io della mia spina.