Il n’y a pas de paradis – ha scritto il poeta francese André Frenaud forse accecato dal tanfo bruciato del ’43, da evanescenti kamikaze di sbiaditi filmati, chiedendosi: dov’ è il mio paese? Ma io che in mille colori sgargianti vedo, e per mille volte rivedo il giovane Atta, architetto d’Egitto, in nome di Allah laureato ad Amburgo cancellare Babele con una gomma di fuoco e bussare al Paradiso, dannandoci all’Inferno mi chiedo: è questo il mio tempo?
13 dicembre 2001
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ultimo aggiornamento: giovedì 13 dicembre 2001 22.56.27