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Raffaele Ibba
Il Natale di Solgenitzin
In questo tuo Natale di furori corre un vento di siberie che ancora arrotola questinverno dei nostri destini dove anche gli storni faticano a rintracciare le scelte dellestate e le vigorose danze della primavera sono negate alle rondini in nome della pubblica sicurezza e della libertà personale soltanto per chi ha i redditi.
Vogliono terminate tutte le migrazioni e negli affossati equilibri dei poteri sferracchiano urla di compiacimento i nostri augusti millesimati con chimiche bollicine artificiali e cloruro di sodio al posto del sangue, divertiti dal crescere dei loro capitali negli immensi ripostigli produttori di marketing per traffici di bambini e prostituzioni di ogni bordo.
Ma tu lo sai che questo vento di oggi è gremito di un gelo rassegnato dallo stancare i cuori induriti dallabbraccio delle morti artificiali praticate ovunque da Guantanamo a Mosca agli splendidi palazzi proibiti di tutte le città proibite a chi non ha i redditi. Questo vento di oggi che soffia tramontane popolate di cadaveri ancora viventi dopo il trattamento correzionale per farli parlare in nome di una libertà innervata sulle menzogne dei tirapiedi e accuratamente protetta dallallegria delle rondini e dalla quieta solitudine dei poeti cantori isolati e lieti della memoria dei tuoi gulag e della narrazione di troppe nostre attuali galere preziose per questi deliberati aguzzini di ieri e sbadati padroni degli attuali vapori finché alto sullorizzonte dei giorni salirà un piccolo caldo sole di primavera e le rondini felici della vita torneranno a sfrecciare incalorendo infine queste nostre gelide siberie metropolitane.
ultimo aggiornamento: sabato 10 gennaio 2004 13.29.25