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Agnieszka Osiecka

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Agnieszka Osiecka

Legata a Varsavia (1936-1997). Laureata in giornalismo e regia.
Artista versatile: poetessa, regista, giornalista satirica, scrittrice di romanzi, saggi, rapporti, storie per bambini, autrice di spettacoli televisivi , radiofonici e di oltre duemila canzoni per il teatro, il cabaret e il cinema.
Aveva un grande interesse per la vita. Diceva: “Sono giornalista, perciò molte mie canzoni sono semplicemente resoconti filmati.” E con spirito inquirente descriveva precisamente i suoi tempi, l’epoca del comunismo, la gente che le stava intorno.
Sempre a caccia di stimoli, viaggiava molto, scriveva molte lettere, fotografava. Aveva paura di ogni più piccola stabilizzazione e si sentiva a disagio in ogni tipo di realismo.
D’animo romantico preferiva l’incanto della natura e soprattutto i paesaggi dei Laghi della Masuria (Polonia) che compaiono spesso nelle sue opere. Dove il soggetto lirico è per lo più quello condannato all’infelicità per un’incapacità di fondo. Anche se la vita per lei era comunque “una festa” meravigliosa.

Bibliografia: Agnieszka Osiecka Nie narzekajmy na klimat, Świat Książki, Warszawa, 2003

PUBBLICAZIONI

Poesia:

“Colori” (Kolory) 1962

“Lettere cantanti” (Listy śpiewające) 1970

“Miele artificiale” (Sztuczny miòd) 1977

“Difetto al cuore” (Wada serca) 1981
” Viva pubblicità” (Żywa reklama) 1983

“Cantanti sabbie ” (Śpiewające piaski) 1990
“Sentimenti” (Sentymenty) 1996

“Fra un attimo” (Za chwilę) 2001

“Farfalla notturna” (Ćma) 2003

Prosa:
“Ho ucciso un uccello in volo” (Zabiłam ptaka w locie) 1970

“Sconci quarantenni” (Szpetni czterdziestoletni) 1985

“Conversazioni in ballo” (Rozmowy w tańcu) 1992

“Una camicia bianca” (Biała bluzka) 1993

“Giochi confidenziali” (Zabawy poufne) 2002

Spettacoli teatrali, collages:

“Accusati” (Oskarżeni) 1964

“Che finalmente fieriscano i meli” (Niech no tylko zakwitną jabłonie) 1964

“Appetito di ciliegie” (Apetyt na czereśnie) 1969

“Lo spennare” (Darcie pierza) 1997

a cura e traduzione di Anna Śnieżyńska

con la collaborazione di Nadia Cavalera