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versione telematica del quadrimestrale di scrittura e critica diretto da Edoardo Sanguineti e Nadia Cavalera
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Lettere dall’ospedale (continuazione)

Sangiuliano

05/08/2002


Da luce azzurra e da una terra fonda
di misteri accuditi, maternamente
effusa negli abbracci, senza parere
fui miele al mondo, fui pensiero in fiore,
superbo dei respiri d’ogni cosa
che mi toccasse, sempre troppo urgenti
per non essere miei, tutti gli orizzonti
della quiete sognata, poi la caduta
nel peccato di vivere (ancorché vita
non mi piegasse) se non vidi chiaro
d’esser divino, contagiato al punto
da cercare l’amore. Chi avrebbe detto
che per capire quanto pur si sapeva
bisognava morire.

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Ho pensieri più grandi, più duri e asciutti,
non colano, e son pochi, da non sembrare
che evidenze da nulla, ma finalmente
mi fanno simile al mio gatto in tèma
di poltrona e di sole.
Me l’ha portati il cuore, messo a prova
dagli amori sconnessi, dalle parole
franate ovunque, e avrei trovato il modo
di andarmene da solo se non fosse
quel difetto del sangue.

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Non so se il corpo, tanto desiderato
a costruire, mi farà uno sconto
sulla scadenza sua e di quelle cose
che gli son proprie e paiono così eterne,
così infinite, così forti e invece
neppure è certo esistano: di cuore
io sono andato via e non riuscirete
a ritrovarmi dietro a quel sopraggiunto
nella vostra allegria.



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ultimo aggiornamento: domenica 21 luglio 2002 18.38.16
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